giovedì 25 aprile 2013

Mayday.. abbiamo imbarcato acqua! - Sulle manie

  
 
Il mio nuovo possente mezzo di trasporto ha un difettuccio. Anzi, se devo essere obiettiva l'aggettivo nuovo non gli si addice molto. E se proprio devo dirla tutta, di diffettucci ne ha parecchi. Tuttavia é risaputo che ho la passione per le cose vecchie, animate e non.. ma che mi adatto anche alle conseguenze. Risolvere il difetto principale, sarebbe stato molto semplice. Esistono i meccanici proprio per questo. Il punto é che mi dà profondamente fastidio non essere in grado di fare qualcosa. Soprattutto se si tratta di qualcosa che ritengo semplice. O forse é soltanto il solito delirio di onnipotenza che viene a galla. A prescindere dalle cause, ieri, finito il lavoro, ho smontato mezza macchina. O meglio.. gran parte di quello che sta sotto al parabrezza, dai tergicristalli a scendere. E dopo essermi distrutta le mani e aver imprecato a lungo, ho trovato la poltiglia malefica che ostruiva gli scoli. Tac! risolto il problema. Mentre rimontavo il tutto però, complice l'imbrunire che alimenta i pensieri, ho iniziato a riflettere sul fatto che questa di aggiustare qualunque cosa o di provarci, quando (raramente!!) non ci riesco, é una delle mille fissazioni con le quali convivo. Anche se non ho tempo, anche quando l'impresa é davvero ardua, ho bisogno di mettermi alla prova. Inciderà sicuramente il fatto che sono poco paziente e non mi va di aspettare per risolvere un problema, comunque quasi sempre cerco di risolverlo da sola. Forse anche questo é una sorta di tic e di tic, manie e fissazioni io ne ho tante. Ed essendo una persona curiosa, mi chiedo sempre quanto siano diffuse le mie manie e quali, magari da me neanche immaginabili, colpiscano gli altri

Quanti di voi usano due mollette dello stesso colore per stendere il bucato??? Io non stendo i capi con due mollette di colore diverso, mi urta i nervi.

Quanti di voi controllano che il rubinetto del gas sia chiuso prima di uscire o di andare a dormire? Io a volte rientro addirittura in casa nel dubbio di non averlo chiuso.

Quanti di voi controllano che lo sportello del frigo sia ben chiuso e lo fanno più volte? 

Quanti di voi perdono molto spesso le chiavi ? Io le perdo anche dentro alla borsa.

Quanti di voi hanno una spiccata predilezione per la simmetria? Io alla simmetria ci tengo.

Quanti di voi non sono ipocondriaci... però temono tutti i possibili contagi? Io si.

Quante volte lavate le mani in un giorno? Io tante.

Quanti di voi, ricevendo il resto, mettono i soldi nel portafoglio in ordine di grandezza e per testa? Per me é fondamentale. 
 
Ci tengo a dire che qui c'é un test che sostiene che sono normale. E io mi fido. 

venerdì 12 aprile 2013

La costanza é per i privi di fantasia

 


Se mai sono stata in grado di scrivere, l'ho dimenticato. Se più probabilmente, non l'ho mai saputo fare, ho perso la presunzione di agire ignorando questa incapacità. Almeno fino ad oggi. Ho le dita frigide ultimamente, manca un passaggio fondamentale per trasformare i pensieri in pagina virtuale. Le giornate sono iperattive. Mi sembra che il tempo non sia mai abbastanza ed é una sensazione migliore rispetto a quando il tempo sembrava non avere mai fine. A volte caccio un urlo tra queste mura, godo del rimbombo nelle stanze vuote e il vuoto cambia faccia. Quest'anno, la bella stagione, sembra non arrivare e per fortuna anche i malesseri che mi colgono da sempre. Quello che é certo però é che vincerò la competizione di primavera. Con o senza mutande. E qui sembrerà di essere a Giverny. 

Non ho più pazienza, non é sparita.. ho scelto di non sprecarne più. Ho smesso di dedicare tempo ad estranei. Mi sono presa un anno sabbatico. Potrei dire che questo é un periodo di grandi cambiamenti.. ma quale non lo é? E' così per tutti. Quando ti passano per le mani tanti oggetti, é inevitabile ripercorrere le differenti fasi che hai attraversato. Di ognuna conservo qualcosa. A volte sono oggetti, a volte immagini soprattutto mentali, ogni tanto persone.  In fondo, quello che più conta nel cambiamento, é cosa riesce ad essere così importante da attraversare passato, presente e futuro. 

Ieri mi guardavo allo specchio. Ultimamente non lo faccio quasi mai. Invecchio poco, ha ragione il salumiere. Dice che sono fortunata..  ma io alla fortuna non ci credo. Credo nella legge della compensazione. E credo che gli uomini dicano tante stupidaggini, l'importante é saper riconoscere ogni volta in cui lo fanno. Nel fondo di questa stanza, c'é un paravento che ho trasportato di casa in casa, al quale non potrei rinunciare. Ha assistito a più amplessi di un cinema porno e se il mio viso dovesse mostrare tutta la vita che gli é passata davanti, dovrei essere una maschera di rughe. Sono solo dettagli questi. La vecchiaia é nella paura di perdere qualcosa e non in un volto segnato. Finché non si é schiavi di quella paura non c'é da preoccuparsi. L'unica volta che ho avvertito un filo di timore, é stato mesi fa. Osservando alcune foto su un blog, ho scoperto che la pelle della parti intime di una donna, può scurire con l'età. Confesso che la mia conoscenza visiva dei genitali é basata su un ampio campionario maschile, qualche donna vista a distanza e un trans. In nessuno ho mai notato niente di simile. Sembra invece che sia un fenomeno diffuso e mi sono preoccupata. Ipotizzandolo su di me, questo difetto mi ha trasmesso un profondo fastidio. In quel frangente, la prima volta che l'ho osservato, ho pensato che la natura non volesse consentire inganni. Vedendo quella donna così bella e sinuosa, a gambe divaricate, che si mostrava allo sguardo altrui, ho pensato proprio questo. Avrebbe potuto mentire sull'età, fingere vent'anni in meno, soprattutto con la giusta inquadratura. La sua pelle però nello schiudersi mostrava quel colore così spiacevole. D'istinto sono corsa a controllare che lo splendido colore rosato che ricordavo, fosse ancora intatto. Per fortuna lo era. E spero che questo colore si conservi il più a lungo possibile. Che il tempo lasci su di me tutti gli altri tipi di segni, come e più gli piace, oltre a quelli che già ha lasciato. Li accetto serenamente. Questo rosa però vorrei portarlo nella fase della maturità e poi ancora in quella della vecchiaia. Lo sento come qualcosa che debba necessariamente comprendere passato presente e anche futuro. Così come il mio paravento, che dal vicolo é arrivato fin qui. Come Mario, che un mese fa, di fronte alla mia confessione, ha sorriso e mi ha detto esattamente quello che avrei voluto sentirmi dire. Come tutto quello che ha davvero importanza, anche se non lo nomini. I cambiamenti, gli inizi e la fine di ogni fase sono solo un ingranaggio della vita. C'é chi fa bella figura, possiede costanza e va avanti saltando da un ingranaggio all'altro con schiena dritta e passo deciso. E poi ci sono quelli come me.  
Ci muoviamo in modo più fantasioso, inciampando, fermandoci spesso a pensare. Ascoltiamo i nostri passi, ci facciamo assalire dai dubbi, abbiamo bisogno di silenzio per sentire bene il rumore che fanno. Se sanno di giusto oppure no. Ci allontaniamo dalla vista altrui con frequenza, pur continuando il nostro cammino. Questo però non significa non tornare e non significa non esserci. Non dimentichiamo mai volti, anime, attimi o esperienze, anche quando può sembrare così. Nel silenzio depositiamo conferme, mai smentite. Ci chiediamo cosa conti davvero nel salto dell'ingranaggio. E dopo un giro di luna con i bulbi oculari, sorridiamo scioccamente.. certi che la risposta sia -chi e cosa porteremo con noi-.

sabato 16 febbraio 2013

Quello che stona


E. Munch, Death and the Maiden, 1894
 

E' questa solitudine infinita che si traveste da farsa con i nomi di famiglia, relazioni, comunità. Sono i ciechi e i sordi che ti passano accanto e lasciano solo sporco e rumore. E' la lentezza del tempo che gocciola all'interno.. ma anche lo schizzare dei giorni che rincorrono la vita. E' sperare di dimenticare e pensarci ogni giorno di più. E' osservare tutto, anche la polvere, attraversando una città che non guarda più a niente. E' compiere un'impresa, sputare sangue ad ogni metro, pur sapendo che non sarà comunque abbastanza. E' preoccuparsi dell'umore, quando é cupo, piuttosto che dello stato d'animo, quando oramai é marcio. E' la distanza che si crea nei cinquanta centimetri tra te e l'altro che pesa più delle intenzioni. E' pensare che uccidere il coraggio renda potenti. E' sapere che non esiste mai una sola ragione per cui qualcosa va storto ma voler credere che sia così. E' non riuscire a dire niente, anche se nel tuo sangue le parole friggono roventi. E' chi ti spiega che il senso si trova dentro di noi, come fosse un organo interno. E di quelli che non si ammalano mai. Io invece so che é un virus che può andare e venire ma che come l'epatite, anche se guarisci, ti lascia comunque un segno dentro.

sabato 26 gennaio 2013

Così no...

    

Questa donna é Mikel Ruffinelli, la donna con i fianchi più larghi del mondo. E' evidentemente sgraziata ai miei occhi. Per chi ama la ciccia é una SSBBW. Secondo me, questa foto la clikkeranno in tanti perché alla fine, più che un gusto quando si ricerca questo tipo di aspetto, si deve parlare di ossessione per la larghezza. E vista sotto quest' ottica non é per niente interessante dal mio punto di vista. Concepita così anzi, é paradossale tanto quanto il pensiero dei tanti idioti che penseranno "che schifo, che cicciona orribile, che cesso, che deforme" quando in realtà questa donna non ha colpe e non c'é ragione per disprezzare qualcuno per il suo aspetto. Questa donna é solo una super obesa (probabilmente con i giorni contati ma sono problemi suoi..) che prova a convivere con un corpo sgraziato che suo malgrado ha. Prova insomma ad accettarsi. Il disprezzo degli altri però é quasi scontato nei suoi confronti.. perché chi rientra tra le persone con un aspetto "normale" ci tiene sempre a sottolineare la differenza altrui. Al contrario di quanto pensassi però non sono queste le persone che peggio tollerano la diversità. Sono i difformi stessi a volte a non tollerare, a denigrare e a deridere. Forse per un senso di rivalsa da due lire o per la cattiveria che si sviluppa dentro, dopo anni di discriminazioni. Eppure proprio chi dovrebbe ben sapere cosa significhi avere come unica colpa quella di essere nato con un aspetto meno gradevole o meno regolare rispetto alla media, a volte si accanisce in modo disumano. Forse é la febbre alta che porta cattivi pensieri.. oppure é l'essere umano che troppo spesso é deludente. Di certo il mondo é pieno di idioti e io non perdo occasione per imbattermi in molti di loro... ma tornando all'essere bbw, senza dubbio l'idea di piacere ad alcuni uomini per quanto mi estendo e non perché sono io, la trovo terrificante al pari dell'essere discriminata per i chili di troppo.

domenica 13 gennaio 2013

Mal di pancia




Quando é il momento di cambiare c'è come un germoglio dentro allo stomaco che preme contro le pareti. Vale per l'idea che abbiamo di noi e per quella che abbiamo degli altri. Esiste per me la fedeltà ai sentimenti e ancor più quella alle idee. Non guardo quasi mai alla forma di cose e circostanze, ascolto soltanto la pancia. Se un'idea si contorce tra le pareti é impossibile sfuggirle. Se ti fa male la pancia le spiegazioni formali perdono valore. 


lunedì 31 dicembre 2012

Mi piaci tonda - I love BBW XVI


Donne curvy, bbw, tonde, in carne, plus size, maggiorate, abbondanti, 
formose o felliniane, burrose o prorompenti, comunque le si definiscano.. 
queste foto sono di donne così,  per chi apprezza le forme tonde..

E.. BUON 2013 A TUTTI VOI!!











 

domenica 30 dicembre 2012

Preparativi disturbati


  
Sono sfinita dalla mancanza di sonno. E penso in continuazione, ad un ritmo che nei periodi peggiori si protraeva solo per minuti. Adesso é un ciclo continuo, sto per fondere. Sarebbe l'ora di smetterla. Per non finire male. O magari peggio. Peggio.. come quelle donne che si piangono addosso in continuazione e si disperano con le amiche o sul proprio blog. Quelle che dicono che loro non ameranno più, che sono tanto sfortunate e incontrano solo uomini stronzi. Discorsi che abbiamo fatto tutte a quindici anni dopo la prima delusione d'amore.. ma che se non hai più quindici anni, sono patetici da fare e se non te ne rendi conto ancor di più. Tutti prendiamo colpi, tutti soffriamo e nessuno é speciale in questo. Vomito sangue e non mi esce un grido ma non si muore. Mi dicono che io sia dura. Come la crosta di pane che dietro é tutta mollica forse.. ma chi può dirlo. Forse come un bluff che se vieni a vedere poi me lo racconti chi è il duro. Io sono un bluff. Oppure sono una chiamata coraggiosa che aspetta l'ultima carta. Ma mai quanto P. Lui é un scoppio che lascia l'amaro in bocca e va contro le percentuali. Questo é lui. E ne ho già  parlato troppo senza aver detto nulla. Due sono le fini che non posso assolutamente fare: quella della disperata piagnona che pensa di avere quindici anni e quella dell'esaurita attempata che elemosina attenzioni mettendosi in ridicolo perché vuole avere sempre vent'anni. Prima di finire in uno di questi modi, preferisco davvero sopprimermi e fare un favore al mondo. E lo farò il giorno che mi sentirò sconfitta, senza bisogno di mettermi in ridicolo. Per adesso sono solo incazzata e delusa. Insomma ho un raffreddore. E anche se certi raffreddori sembrano la peste, restano raffreddori. Penso tutto questo, in formato zip, mentre sono al telefono con L. e organizziamo il menù per domani sera. Lui mi chiede se lo sto ascoltando, mentre elenca un numero di pietanze che sfamerebbero due caserme, io penso che potrei ascoltare cinquanta persone contemporaneamente ma non lui e non queste cazzate.. così dico solo un "certo". E gli sparo tre piatti che avevo già deciso prima di sentirlo. Accetta, come previsto, così finalmente metto giù. Esco, penso che di domenica dentro al supermercato potrei esserci solo io. La perfezione. E in effetti non c'é quasi nessuno. Mentre arraffo il necessario alla velocità della luce, incrocio due occhi verdi che mi riconoscono. Tiro dritto. Scappo verso il reparto vini ma mi segue. No.. il nano cazzolungo no. Oggi no!! Lo riconosco subito ma faccio finta di niente e vado oltre. Trattasi di ometto, in tutti i sensi, di bassa statura, abbastanza piacente, ben vestito, sposato con prole. Un coglione. Per me che ne ho visti tanti si.. per una che é in fase rodaggio a quaranta'anni cascarci é un lampo. Lui é uno che se potesse lo infilerebbe ovunque e questo attira. Detto nano cazzolungo perché ha in dotazione un'arma degna di fare la guerra ma non dispone di libretto d' istruzioni. Uno da sbadiglio selvaggio insomma. Un senza fantasia... talmente sfacciato e poco sensibile da infastidirmi alla vista. E ovviamente un tipo così riscuote un certo successo. Per me é stato un errore di non-gioventù.. ma alzi la mano chi non ha un demente nella lista degli amplessi. Forse le mani alzate sono molte. Poco importa. Mi fermo nella corsia successiva per cercare la vanillina. E lì m'illumino. Il nano cazzolungo é uno di quelli che spesso omette di essere sposato e fa innamorare le stesse femmine di cui sopra che poi si disperano con le amiche o sui blog. E altrettanto spesso non omette neanche.. ed é così che s'innamorano sul serio. Perché si sa.. se lui é sposato.. s'innamorano di più.